Escursioni didattiche

Proposte didattiche Legambiente Sernaglia

Percorso Ecologico “Fontane Bianche”

Si tratta di un percorso a scopo divulgativo, realizzato nel cuore delle Fontane Bianche di Sernaglia, in un’area che Legambiente Sernaglia ha in concessione dal Genio Civile, attrezzato con passerelle e stazioni di osservazione, ove è possibile soffermarsi comodamente ed osservare gli elementi dell’ambiente guidati dalle spiegazioni di un esperto.

In particolare i bambini potranno rendersi conto dell’incredibile varietà di micro-organismi che popolano solo le acque pure delle risorgive.

Argomenti didattici:

  • L’ambiente fluviale ed in particolare il fiume Piave
  • Il bacino Imbrifero
  • I fenomeni di risorgiva (da cui deriva il nome Fontane Bianche) e i fenomeni di isotermia
  • La flora tipica dell’ecosistema Piave
  • La fauna tipica dalla Piave
  • La fauna del bosco golenale
  • La piramide alimentare
  • Introduzione ad una classificazione di massima dei vari tipi di rocce ignee, sedimentarie, metamorfiche

Informazioni tecniche sul percorso

  • Lunghezza: circa 3 Km o il tragitto più breve 2 Km.
  • Durata: dalle 2 alle 3 ore a seconda del tragitto.
  • Periodo consigliato: dall’autunno alla primavera.

 

Sassi della Piave presso “Passo Barca” a Falzè

La visita riveste una valenza più propriamente litologica in quanto nel greto del fiume è possibile osservare direttamente campioni di rocce provenienti dall’intero bacino imbrifero della Piave e da oltre l’attuale bacino, con un ampio spettro sia tipologico che temporale.

Argomenti didattici:

  • Introduzione ad una classificazione di massima dei vari tipi di rocce ignee, sedimentarie, metamorfiche
  • Conoscenza dell’evoluzione del bacino imbrifero del fiume Piave durante le varie ere geologiche

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: circa 2 ore
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Passeggiata nel Miocene

Lungo il versante nord del Col Moliana a Guia di Valdobbiadene Con questa escursione viene ben evidenziato l’aspetto dinamico dell’orogenesi alpina, cioè del compattamento, dell’innalzamento e del ribaltamento dei materiali sabbiosi, argillosi e ghiaiosi costituenti l’antica piana deltizia di PaleoPiave e PaleCordevole.

Argomenti didattici:

  • Osservazione dei fossili guida tipo turritelle, pecten, conus, ricci di mare, gallerie di bioturbazione, ecc…
  • Il concetto di orogenesi per dare ragione dell’attuale collocazione delle antiche alluvioni deltizie
  • Fenomeni di carsismo

Informazioni tecniche sul percorso

  • Lunghezza: circa 3 Km
  • Durata: 3 ore
  • Periodo consigliato: autunno e primavera

 

La valle del Soligo: dalle sorgenti carsiche intermittenti del Piaveson alla confluenza col Piave

Tappa 1 (dal Piaveson a Follina)

I laghi di origine glaciale di Revine sono alimentati dalle spettacolari sorgenti del Piaveson attive solamente a seguito di piogge intense. I laghi a loro volta, attraverso il canale della Tajada, danno vita al fiume Soligo che scorre ai piedi di numerosi depositi morenici.La morena frontale di Gai ne è l’esempio più famoso, ma molti altri sono i segni dell’attività locale dell’antico ghiacciaio della Piave, a Follina, oltre alla sorgente carsica del fiume omonimo sarà possibile conoscere (su eventuale richiesta) l’abbazia cistercense di S.Maria.
Argomenti didattici:

  • L’ambiente lacustre e fluviale
  • il carsismo
  • la valle glaciale e i depositi morenici
  • correlazione tra geomorfologia e storia dei luoghi
  • simbolismo biblico nell’abbazia cistercense

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: 3 ore circa
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Tappa 2 (da Follina alla Piave)
A Follina il fiume Soligo cambia direzione e scorre trasversalmente alle cordonature collinari. Sono facilmente osservabili i terrazzi fluvio-glaciali di Col e Farrò e l’azione di erosione selettiva subita dalle colline. In vari punti del fiume si possono confrontare soluzioni diverse al problema del rafforzamento degli argini e le opere storiche di derivazione di rogge per lo sfruttamento della forza motrice delle acque. Dopo Pieve di Soligo la forra scavata dal fiume consente di scoprire dei conglomerati che costituiscono la base della piana del Quartier del Piave. A S. Anna la passeggiata verso la confluenza con la Piave si svolge su un territorio ricco di testimonianze, dalla preistoria ai Romani.

Argomenti didattici

  • i fenomeni glaciali
  • flora e fauna dell’ambiente fluviale
  • formazione ed erosione delle colline
  • l’acqua come risorsa nelle varie epoche storiche
  • gli interventi dell’uomo nella gestione delle acque

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: 3 ore circa
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

Entrambe le tappe possono essere concentrate in un’unica escursione della durata di una giornata (dalle 8.30 alle 14.30 con pranzo al sacco).

 

Palù di Moriago: raro esempio di bonifica Benedettina medievale sopravissuta fino ai nostri giorni

Se l’abbazia di Follina rappresenta la materializzazione architettonica dell’ideologia benedettina, i Palù del Quartier di Piave, con la loro suggestiva successione di prati, di canali di scolo e di cortine arboree “bocage”, ne raffigurano la fedele estrinsecazione in termini di paesaggio agrario. Per questo motivo, parlando di monachesimo, è consigliabile la visita ai Palù lungo il sentiero allestito e curato dal locale Gruppo Ecologico.Accanto a questo valore culmine dei Palù, ulteriori spunti sono offerti dalle osservazioni di tipo geologico (depositi lacustri del Messiniani), dalle vestigia dell’età del bronzo (Castelik di Sernaglia) e, naturalmente, dalla interessantissima flora dei prati e delle siepi che presentano uno spettro particolarmente ricco di specie.
Argomenti didattici:

  • organizzazione e struttura del “bocage”
  • flora e fauna tipiche dei Palù
  • testimonianze dell’età del bronzo

Informazioni tecniche sul percorso

  • Lunghezza: circa 3 Km
  • Durata: 3 ore
  • Periodo consigliato: tutto l’anno (per gli aspetti floristici si consiglia la visita in primavera)

 

Sulle tracce della Claudia Augusta Altinate e delle vestigia di romanità nel Quartier di Piave

Questo viaggio alla ricerca di una identità storica, ancora una volta con il supporto geologico delle faglie di Nervesa e del Quartier di Piave, può essere articolato in quattro successivi momenti:

  1. La strada. Dalla località S.Anna, presso Falzè di Piave, inoltrandosi lungo la scarpata rocciosa della stretta di Nervesa, sulla sponda sinistra della Piave, si incontrano i resti di quattro ponti romani, documenti dell’antica collegante l’alto Adriatico (Altino) con la valle del Danubio. Sui campi sovrastanti le scarpate è possibile curiosare alla ricerca di qualche scheggia lasciata nel terreno dagli artigiani di selce che qui operavano e commerciavano nell’età Neolitica.
  2. La fornace. Nei pressi di Fontigo, sul luogo di un’antica fornace dislocata con ogni probabilità lungo la Claudia Augusta Altinate, sono rintracciabili frammenti di embrici e di mattoni di epoca romana.
  3. La Centuriazione. Spostandosi verso il centro di Mosnigo, nell’intelaiatura delle strade, negli agglomerati urbani a cortina, nella tessitura del paesaggio agrario circostante è ricostruibile l’antico reticolato centuriale di epoca romana avente modulo 5×5 actus.
  4. La Necropoli. Il quadro precedente può ricevere un suo completamento dalla visita a quanto rimane della necropoli tardo romana di Piazza Maor, interessante per la sua collocazione come città dei morti, rispetto alla città dei vivi rappresentata dalla microcenturiazione precedentemente citata.

Argomenti didattici

  • elementi di romanità nel Quartier di Piave
  • reperti dell’età neolitica

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: la visita completa si svolge nell’arco di una giornata
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

 

Visita dell’Orto Botanico presso lo scultore “Mario Balliana”

In un ambiente sapientemente costruito da Mario Balliana scultore di fama internazionale, è possibile avvicinarsi alle espressioni floristiche tipiche di diversi ambienti, da quello planiziale, a quello collinare, al montano…

Argomenti didattici

  • la flora tipica della pianura, della collina e della montagna

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: circa 2 ore
  • Periodo consigliato: primavera

 

L’età della pietra lungo la Piave

Nei dintorni di Falzè, alla base della scarpata di conglomerato sulla riva sinistra della Piave, vi sono vari antri naturali. Le indicazioni archeologiche hanno riportato alla luce testimonianze di cacciatori e cercatori che, a partire dalla fine del V millennio a.C., in questo luogo trovarono condizioni favorevoli per insediarsi.L’escursione guidata, preceduta da una breve lezione teorica presso il CEA, consente di affrontare i seguenti:

Argomenti didattici

  • caratteristiche degli insediamenti umani nel Paleolitico e nel Neolitico
  • uso della selce per costruzione di manufatti
  • confronto tra l’uomo cacciatore e l’uomo agricoltore.

Informazioni tecniche sul percorso

  • Durata: circa 2 ore
  • Periodo consigliato: tutto l’anno

 

 


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